Ho più volte parlato dell’azienda con la quale collaboro da ormai 15 anni.
La prima in Italia ed Europa del settore con fatturati sempre crescenti, a
sconfessare i sostenitori della Crisi.
Ho più volte parlato dell’azienda con la quale collaboro da ormai 15 anni.
La prima in Italia ed Europa del settore con fatturati sempre crescenti, a
sconfessare i sostenitori della Crisi.
Quando parliamo con gli altri dobbiamo farlo nel miglior modo possibile. Per questo motivo è importante anche che badiamo al ritmo e al tono del nostro parlare. Il ritmo deve essere lento e cadenzato, intervallato da picchi che servono a rompere la monotonia. Il tono di fondo deve essere calmo e deciso, ma ogni tanto deve essere caldo e vibrante.
In ogni caso dobbiamo pronunciare le parole in modo chiaro.
In alcuni passaggi dobbiamo usare il linguaggio-gentile, ossia parlare con voce suadente, come un parroco che fa il suo sermone.
Che bello quando ci sentiamo tranquilli e sicuri di ciò che diciamo. È una sensazione di convinzione e di concentrazione in ciò che esprimiamo e sembra che le parole escano dalla bocca da sole.
Evitiamo di dire: “Sono uno sciocco. Sono stato uno stupido a commettere quell’errore”.
Spesso chi fa queste affermazioni corre il rischio di essere svalorizzato.
Meglio dire: “In quell’occasione ho sbagliato. Meno male che ogni tanto sbaglio!Vuol dire che sono un essere umano”
Se vogliamo ben comunicare dobbiamo stare attenti alle parole che usiamo perché potrebbero essere loro a usare noi!
“La vecchia idea secondo la quale le parole possiedono un potere magico è falsa. Ma è la deformazione di una verità assai importante.
In effetti, le parole hanno un potere magico, ma non nel senso immaginato dai maghi e non sugli oggetti sui quali tentavano di esercitare un’influenza. Le parole sono magiche nel senso che influenzano il cervello di coloro che le usano”. Aldous Huxley
Possiamo, e dobbiamo, controllare le parole, e cambiare le
definizioni e i sentimenti che ci suscitano. Solo in questa maniera diventeremo liberi di controllare le nostre vite, perché le parole hanno il potere concreto di determinare i nostri sistemi di valori e le nostre azioni. Usiamole, invece di farci opprimere da loro.
Alla fine di quelle parole capii che non sarebbe stato facile per me riuscire a fare mia l’arte del dialogo, ma mi ripromisi di impararla con tutte le mie forze. Io volevo avere successo e non mi sarei tirato indietro davanti alle difficoltà. Mi ripromettevo di dedicare molte ore del giorno e qualcuna anche della notte per apprendere a ben dialogare. Ora che avevo intravisto la giusta via del successo volevo percorrerla fino in fondo, anche se ero cosciente che ciò mi sarebbe costato sudore e fatica.
Mi accinsi perciò ad ascoltare con grande attenzione la successiva lezione del mio maestro…
Conquistare gli altri con il “Paraverbale”
“Ciò che siete parla così forte che non riesco a sentire ciò che dite”.
Emerson
Vendita….primo amore.
Ci sono cinque forme d’arte. La musica, la pittura, la scultura, la poesia ed il teatro. Noi siamo “gente di teatro” che ha deciso di vivere sul palcoscenico della vita. La vendita è un’arte che si impara dal primo vagito, dal pianto alle moine di un bambino in cerca delle attenzioni della mamma.
I bambini sono venditori straordinari!
Basti notare con quanta determinazione e caparbietà chiedono il loro gelato durante la passeggiata domenicale. Tentano alternativamente con mamma e papà ed appena vedono segni di cedimento di uno dei due genitori, subito puntano il malcapitato con il solito: “ Papà il gelato, papà il gelato,papà il gelato”…ed il gelato si spalma sulla vogliosa linguetta del piccolo venditore.
Il piccolo, grande, venditore incontra una battuta d’arresto con la pubertà .Infatti, con la scarica ormonale l’adolescenza dimentica un po’ le sue straordinarie capacità di vendita . Conosce la prima “cottarella” e si accorge che “vendere” il suo amore non è facile impresa.E’ pur vero che esiste una contaminazione psicologica.
Un figlio di imprenditori o venditori modella quotidianamente le “vendite” dei propri genitori. Il figlio dell’impiegato statale purtroppo, spesso modella il comportamento dei propri genitori convinto che non ci sia bisogno di essere simpatici per ricevere il dovuto stipendio. Allora la vendita cos’è? E’ la nostra naturale tendenza dell’esistere in società : “ conquistare gli altri”.