• Errori da evitare.

Evitiamo di dire: “Sono uno sciocco. Sono stato uno stupido a commettere quell’errore”.

Spesso chi fa queste affermazioni corre il rischio di essere svalorizzato.

Meglio dire: “In quell’occasione ho sbagliato. Meno male che ogni tanto sbaglio!Vuol dire che sono un essere umano”

  • Smussare le parole.

Se vogliamo ben comunicare dobbiamo stare attenti alle parole che usiamo perché potrebbero essere loro a usare noi!

La vecchia idea secondo la quale le parole possiedono un potere magico è falsa. Ma è la deformazione di una verità assai importante.

In effetti, le parole hanno un potere magico, ma non nel senso immaginato dai maghi e non sugli oggetti sui quali tentavano di esercitare un’influenza. Le parole sono magiche nel senso che influenzano il cervello di coloro che le usano”. Aldous Huxley

Possiamo, e dobbiamo, controllare le parole, e cambiare le

definizioni e i sentimenti che ci suscitano. Solo in questa maniera diventeremo liberi di controllare le nostre vite, perché le parole hanno il potere concreto di determinare i nostri sistemi di valori e le nostre azioni. Usiamole, invece di farci opprimere da loro.

Alla fine di quelle parole capii che non sarebbe stato facile per me riuscire a fare mia l’arte del dialogo, ma mi ripromisi di impararla con tutte le mie forze. Io volevo avere successo e non mi sarei tirato indietro davanti alle difficoltà. Mi ripromettevo di dedicare molte ore del giorno e qualcuna anche della notte per apprendere a ben dialogare. Ora che avevo intravisto la giusta via del successo volevo percorrerla fino in fondo, anche se ero cosciente che ciò mi sarebbe costato sudore e fatica.

Mi accinsi perciò ad ascoltare con grande attenzione la successiva lezione del mio maestro…

Conquistare gli altri con il “Paraverbale”

Ciò che siete parla così forte che non riesco a sentire ciò che dite”.

Emerson

Date ritmo alla voce

Non c’è niente di più soporifero di una voce monotona. Sono i cambiamenti di tono che animano la voce e la fanno vivere. Molti professori, molti conferenzieri, non sono ascoltati né capiti per la semplice ragione che il loro tono non varia mai.

Certo, nella maggior parte dei casi cambiano istintivamente di intonazione.

Se fossimo insieme nella mia accademia a parlare del più e del meno, passeremmo spesso da un’intonazione all’altra senza rendercene conto.

Ma davanti ad un uditorio o un gruppo di persone, è un altro paio di maniche. Infatti, soprattutto in quelle circostanze, è importante controllare coscientemente le intonazioni.

E’ un elemento che determina l’IMPATTO che le nostre parole avranno sugli altri.

Il ritmo dipende da due fattori:

  1. L’intensità

Se esaminiamo un testo scritto per essere vivo, vedremo che certi passaggi sono sottolineati, altri incorniciati, altri ancora messi in valore da un margine diverso.

Questa presentazione, apportando delle variazioni, permette all’occhio di non stancarsi del testo.

Lo stesso vale per i discorsi.

Le sottolineature sono parole o frasi pronunciate più forte.

Le frasi con un margine diverso possono essere passaggi pronunciati a voce più debole.

Insomma, è cambiando l’INTENSITA’ della voce che metteremo in rilievo certi passaggi del testo.

  1. L’intonazione

E’ ciò che dà “vita” alla voce. E per allenarci, non c’è niente di meglio che la lettura ad alta voce. Millard Bennet, uno dei più grandi venditori americani “ci ha svelato” questa tecnica. La chiama “la formula del potere 30/10”.

Supponiamo di poter passare 30 minuti al giorno, ogni giorno durante i prossimi 12 mesi, con i più grandi pensatori del passato o del presente. Immaginate che “bella parentela”!!!

Incontrarli ogni sera.

Pensiamo con quanta gentilezza e cortesia ci aspetterebbero al nostro ritorno.

Pensiamo all’effetto che farebbe su di noi. Non avremmo più fiducia in noi stessi? Non ci sentiremmo forse più a nostro agio davanti al pubblico?

Come fare?

Ecco il segreto di Millard Bennet:

     “Qualsiasi cosa vogliate fare, potete quasi sempre scegliere tra

     un modo facile ed uno difficile.

Nel corso degli anni, ho costantemente cercato il modo di aumentare il mio bagaglio culturale.

Alla fine, dopo molti tentativi e molti errori, ho scoperto il metodo più semplice; e poiché tutte le persone a cui l’ho suggerito hanno ottenuto risultati straordinari, ho deciso di dargli un nome.

L’ho chiamato “la formula del potere 30/10”. Tutto ciò che ci vuole, sono 30 minuti al giorno.

10 minuti di lettura ad alta voce e 20 di studio approfondito, di letture, di buona letteratura, o di ascolto di cassette educative o informative.

Trenta minuti al giorno ci permetteranno di aumentare le nostre cognizioni e ci assicureranno successi sempre maggiori, in qualsiasi attività.

Poche persone hanno la tecnica di adottare questo programma e di seguirlo: ma se lo facciamo, progrediremo un po’ al giorno, fino a quando il divario tra quello che sogniamo essere e la realtà sarà ridotto al minimo.

  1. L’erogazione

La velocità d’erogazione della voce si misura in numero di parole pronunciate al minuto.

Nel dicembre 1961, il presidente degli Stati Uniti, J.F. Kennedy, pronunciò un discorso alla velocità di 327 parole al minuto! Ma la storia non ci dice quanti americani hanno veramente capito quel discorso di Kennedy.

Il miglior consiglio che posso darti, caro William, a questo proposito è il seguente: mettiti nei panni di coloro che ti ascoltano e parla a velocità accessibile.

Mettici tutta la buona volontà. Non sarà sempre facile controllare la velocità d’erogazione. Perché, spesso, si parla velocemente per la fretta di finire, perché la tensione del timor panico fa accelerare o perché le proprie parole sembrano così ovvie da far dimenticare che altri le ascoltano per la prima volta .

E’ lo sfasamento tra “trasmissione” e “ricezione”.

Quando ti sentirai sicuro su questo primo punto, cerca di seguire questo secondo consiglio…

Impara a modificare la velocità a seconda di quello che dici.

Così facendo darai più vita alle tue parole, e permetterai al

pubblico di seguirti meglio.

– Un’erogazione più lenta farà capire che quel certo passaggio è più importante e che bisogna ricordarsene.

– Un’erogazione più rapida farà comprendere che quest’altro passaggio è, invece, accessorio.

– Un’erogazione più accelerata, seguita bruscamente da una lunga pausa, creerà un effetto di suspence, ecc.

Dopo questi importantissimi accorgimenti…si apre il sipario…e il palcoscenico è tuo!

Fine Seconda puntata