Il nuovo analfabetismo non è per pochi, ma quasi per tutti.

La difficoltà di elaborare pensieri complessi, di fare analisi approfondite senza il supporto di smartphone o pc é una realtà che ci riguarda da vicino. Secondo studi approfonditi questo è un dato oggettivo che riguarda in particolare le nuove generazioni, ma non solo e l’Italia in questa classifica è ai primissimi posti.

Da dove deriva questo “analfabetismo” e soprattutto in cosa consiste?

La presenza sempre più tangibile nella nostra vita quotidiana di strumenti che ci consentono una perenne connessione al mondo virtuale di internet, sta cancellando letteralmente l’abitudine alla lettura, alla scrittura, al  ragionamento profondo e alla ricerca delle origini e delle ragioni dei fatti, tanto da rendere vero e inopinabile ogni notizia o informazione giunga da questo mondo.

L’esempio più eclatante lo abbiamo nei social: la diffusione di qualsiasi notizia attraverso questo mezzo, diventa un fatto provato, anche se inventato di sana pianta :(, provocando una vera e propria deriva oltre che storica anche etica e relazionale.

“Se è scritto on line, é vero! ” Anche se si tratta di una “fake news”.

Naturalmente i più sensibili sono i giovani, che di smartphone e connessione fanno la loro “droga” quotidiana.

A quanti genitori è vietato anche solo avvicinarsi al cellulare del proprio figlio?

Quello diventa il loro “diario segreto” , il mondo nascosto nel quale navigano e che noi non dobbiamo conoscere.

“La rete ha preso il sopravvento sui rapporti faccia a faccia e i giovani di oggi sono piú aperti e piú attenti delle precedenti generazioni, ma anche piú ansiosi e infelici. E sono immaturi, infantili: sono anche meno pronti ad affrontare la vita reale, al punto di essere sull’orlo della peggior crisi esistenziale di sempre.” Jean Twenge (giornalista americana del libro “Iperconnessi”)

              Un’analisi precisa e dettagliata di questo fenomeno ormai consolidato, la possiamo guardare attraverso questo interessantissimo servizio giornalistico

Questa nuova “cultura” alimenta anche l’intolleranza verso tutto ciò che è diverso e che richiede approfondimento e attenzione.

Insomma, sembra che l’homo sapiens possa estinguersi…

zio Mike